25/01/2012

IMMAGINI PER DISCUTERE: LA ROSA BIANCA

Continua la rassegna cinematografica partita lo scorso 20 gennaio con il secondo appuntamento che si pone come obiettivo quello di approfondire diverse tematiche di portata storica e più che mai attuali, attraverso la proiezione del film:
La Rosa Bianca - Sophie Scholl (Sophie Scholl - Die letzten Tage) è un film del 2005 diretto da Marc Rothemund. Narra, in maniera aderente alla realtà dei fatti accaduti, la cattura, la breve prigionia, il processo e la condanna alla pena capitale subìti da Sophie Scholl e da suo fratello, oltre che da un loro amico, accusati di cospirazione contro il regime di Adolf Hitler perché facenti parte del gruppo clandestino di opposizione denominato Rosa Bianca.

L'APPUNTAMENTO E' PER GIOVEDI' 26 GENNAIO ALLE ORE 20,00 PRESSO LA SEDE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.
INGRESSO LIBERO

FRANCESCO SCHIAVONE

21/01/2012

Elezioni amministrative

 

Sono ormai prossime le elezioni amministrative che sanciranno l’avvicendamento sulla poltrona di Primo Cittadino nella Città di Brindisi. I giovani comunisti della provincia prendono atto della volontà del Partito Democratico, il principale soggetto di centrosinistra, di portare avanti il progetto scellerato avviato con le ultime elezioni provinciali, dove ha avuto inizio il discutibile “laboratorio brindisino” fortemente caldeggiato da d’Alema e Casini e che ha avuto come risultato quello di creare un nuovo soggetto ibrido senza una precisa identità politica e con una connotazione di sinistra davvero ridotta al lumicino, scegliendo la figura di Mimmo Consales come candidato sindaco di una coalizione che raccoglie al suo interno il Pd, l’Udc, il Psi e Noi Centro.

Come giovani comunisti rilanciamo fortemente l’idea di un centrosinistra compatto che abbia una reale volontà di cambiamento e che possa unirsi intorno alla figura di Michele Errico, indimenticabile protagonista vincitore delle elezioni provinciali del 2004 nonché figura di spicco e portatore di valori positivi e di entusiasmo in particolare nella popolazione più giovane. Chiediamo agli altri partiti di centrosinistra di avviare una profonda riflessione sulla figura di Errico, per dare inizio ad un percorso che possa portare la città di Brindisi ad una nuova stagione politica prendendo spunto dalle recenti esperienze di Napoli e Milano, città in cui candidati sindaci outsider in partenza come Pisapia e De Magistris hanno avuto la capacità di capovolgere qualsiasi pronostico mettendo a punto un vero programma di rinnovamento e riuscendo a coinvolgere ed entusiasmare un altissimo numero di cittadini.

Francesco Schiavone

Segretario del partito della Rifondazione Comunista di Francavilla Fontana

Il 21 gennaio 1921 veniva fondato a Livorno il Partito comunista d'Italia

 
‎91 anni. il 21 gennaio 1921 veniva fondato a Livorno il Partito comunista d'Italia, dal '43 Partito comunista italiano. Nasceva il partito delle classi subalterne, in primo della classe operaia ma anche di tutto il “popolo” lavoratore, contro il capitalismo, contro il fascismo. Profondamente rinnovato da Gramsci e poi da Togliatti, dopo la “prima fase” di direzione bordighista, il Pci fu in prima fila nella lotta al fascismo, nella costruzione e nella difesa della democrazia, nella difesa degli interessi dei lavoratori. E' stato il partito dei lavoratori e delle lavoratrici, degli operai del Nord e dei contadini del Mezzogiorno, degli intellettuali progressisti. Non sono mancati ovviamente errori e limiti, come si può vedere anche dalla sua “morte” determinata dal trionfo dell’egemonia liberal-democratica prima ancora che liberista. Ma dopo il Pci e senza il Pci, la presenza dei comunista in Italia ha avuto un andamento ancora peggiore e con esisti minimali come quelli odierni. E va specificato che la lunga direzione bertinottiana si poneva in DISCONTINUITÀ proprio col Pci, (Mentre il Pcd’I si rifaceva a quella corrente, il cossuttismo, che aveva giustamente denunciato la svolta a destra degl partito negli anni 70, ma anche il Berlinguer di sinistra di inizio anni 80: ma su questo lo stesso Cossutta farà poi autocritica). Si sente oggi la mancanza di un grande partito comunista, nazionale non minoritario, né settario, popolare, legato alla realtà della gente che lavora o che cerca disperatamente lavoro, e in grado oggi di rappresentare anche la disperazione dei migranti nelle nuove condizioni del mondo globalizzato, nazionale e globale al tempo stesso. Viva il Pci, il suo ricordo non è morto nei cuori dei lavoratori italiani.
 
OLGA MELODIA

19/01/2012

LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA. anzi no, a noi la merda piace !

Qualche anno fa nel mio paese alcuni ragazzi e ragazze fondarono un centro socio-culturale in onore di Peppino Impastato, un uomo che ha sacrificato la sua vita per la lotta alla mafia.

Questi ragazzi riuscirono veramente ad essere un’alternativa per Francavilla Fontana e nonostante tante difficoltà i ragazzi di “Cento passi” si imposero sulla scena politica cittadina.

Poi, un po’ per le malelingue e un po’ per l’inesperienza di questi ragazzi ,il centro socio-culturale “Cento passi” chiuse i battenti, lasciando un vuoto incolmabile per i ragazzi del paese ,e non solo. Un vuoto che abbiamo deciso di colmare con l’alcool dei bar della piazza, che è ormai l’unico luogo d’incontro per noi giovani francavillesi.

Un po’ di tempo fa mi sono chiesto: perché è stato chiuso il centro “Cento passi”? Perché ci siamo smarriti alla prima difficoltà?

La risposta a questa domanda è arrivata qualche anno dopo.

Ottobre, novembre e dicembre 2010. Tre omicidi: Vincenzo Della Corte, Francesco Ligorio e Fabio Parisi. Una vera e proprio guerra di mala. Tutti e tre uccisi a colpi d’arma da fuoco da killer senza scrupoli. Poi nei mesi successivi il ritrovamento di auto bruciate, negozi incendiati e tante altre intimidazioni mafiose.

E noi cosa abbiamo fatto?! Siamo riusciti ad organizzare a malapena una fiaccolata, tra l’altro non riuscita.

Abbiamo continuato ad abbassare la testa davanti a piccoli e grandi “signorotti” ,abbiamo continuato ad accettare questa situazione.

E allora diciamocelo, a noi queste persone ci piacciono, portiamo  loro i nostri ossequi e non abbiamo nessuna voglia di migliorare la nostra città. A noi francavillesi la mafia ci piace!

Ci piace bere nei bar e nei club dei delinquenti, ci piace comprare nei negozi che pagano il pizzo, ci piace la cocaina e il fumo che questi signori ci concedono gentilmente, ci piacciono le loro puttane e i loro sporchi soldi.

Qualcuno adesso non sarà d’accordo.

Se  credete che io abbia detto delle cose false, se non vi piace tutto questo, se volete veramente cambiare questo paese, uscite da casa e andate a gridare in piazza che “la mafia è una montagna di merda!”.

Questo post è stato scritto per tutti quei francavillesi che ogni giorno subiscono soprusi, per tutti quelli che non hanno più la forza di ribellarsi e per tutti quelli che sperano ancora in una Francavilla migliore.

                                                                              Nicola Modugno

CINEFORUM: IMMAGINI PER DISCUTERE

 

Da venerdì 20 gennaio 2011 prende il via presso la sede di Rifondazione Comunista di Francavilla Fontana un ciclo di 4 film, nei successivi giovedì alle 19,30, per riprendere la formazione politica avviata nel luglio dell'estate scorsa e favorire momenti di aggregazione e di discussione intorno a tematiche quanto mai tornate di forte attualità. Ovviamente INGRESSO LIBERO

Il primo film del miniciclo che sarà proiettato il 20 gennaio 2012 alle ore 19,30 sarà: L'ONDA,

un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo di Todd Strasser L'onda, a sua volta basato sull'esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.
L'esperimento intento ad indagare l'espansione del nazional-socialismo e l'indottrinamento della popolazione germanica realmente messo in piedi dal docente di storia Ron Jones nel 1967 in un liceo californiano, viene ripreso e ricontestualizzato da Dennis Gansel nell'attuale Germania con l'intento di ampliare le implicazioni di tale esperienza ed incidere sulle coscienze di quelle nuove generazioni che si considerano immuni dall'avvento di un nuovo totalitarismo.

 

FRANCESCO SCHIAVONE

18/01/2012

Puglia non fa rima con petrolio

http://bari.repubblica.it/images/2012/01/15/193245613-3072d74d-95b1-4312-80db-020ac60b1027.jpg


Ancora una volta la nostra Puglia, è nel mirino di gruppi economici internazionali che vogliono trarre tutto il profitto possibile dallo sfruttamento intensivo delle sue risorse naturali. Oggi, come nel 2010 ci troviamo a dover difendere il nostro mare, ed anche la nostra terra denunciando pubblicamente sia gli interessi voraci che sono dietro le richieste di prospezioni e trivellazioni petrolifere alla ricerca di potenziali riserve di petrolio e gas presenti nel nostro sottosuolo, e sia l'enorme impatto ambientale che queste azioni potranno avere sulle nostre vite. E' evidente che questi interessi sono nettamente contrapposti alla vita stessa dei pugliesi che nel mare e nella terra hanno trovato da sempre la linfa per il proprio sviluppo: pensare di sacrificare un pezzo consistente della pesca, del turismo, dell'agricoltura di tutta la regione per il profitto dei suddetti gruppi è fuori da ogni logica, oltreché antieconomico. Per questo ci uniamo al movimento ispiratore il “Comitato No petrolio, Si Energie Rinnovabili”, e a tutti quei cittadini e cittadine pugliesi che si ritroveranno a Monopoli il prossimo 21 gennaio dalle ore 9,00 in piazza Vittorio Emanuele per difendere e valorizzare il nostro territorio e sostenere proposte di legge volte a contrastare l’installazione di piattaforme petrolifere e promuovere moratorie sulle nuove trivellazioni, per non subire scelte prese da governi che rappresentano solo i “poteri forti”. Questa manifestazione deve essere anche occasione da parte dell'istituzione regionale guidata dal Presidente Vendola per riallacciare il filo del dialogo e della partecipazione con quei comitati cittadini che sono attivi sui territori. A cominciare dalla questione rifiuti si dia ascolto a quanti si mobilitano per la “strategia rifiuti zero”, per l'implementazione di una seria raccolta differenziata, per la costruzione di piccoli impianti di compostaggio, contro il proliferare di discariche e contro gli inceneritori. Sulle emissioni inquinanti in due città simbolo come Brindisi e Taranto si passi rapidamente all'azione per chiudere con l'uso del carbone e avviare azioni concrete di bonifica delle aree inquinate. Sulle politiche energetiche si tengano in considerazione gli appelli di quanti vedono le nostre campagne coltivate a vigneti e uliveti trasformarsi in distese di pannelli fotovoltaici o campi dominati da torri eoliche alte 150 metri e si apra davvero una stagione di tutela delle peculiarità del nostro paesaggio consentendo solo installazioni per autoconsumo sui tetti delle nostre città. Su questa linea si dia sostegno all'agricoltura locale che rischia di mutare vocazione se permarrà una politica nazionale di incentivi alle produzioni agro-energetiche e alle centrali a biomasse. La manifestazione di Monopoli, parte integrante di un percorso di discussione e pratiche sul nuovo modello di sviluppo pugliese avviato negli ultimi due anni, non sarà soltanto una data simbolo, ma anche una tappa di svolta nelle relazioni tra cittadini e istituzioni, un giorno in cui la domanda di ambiente salubre e di partecipazione dei cittadini e delle cittadine pugliesi inizia a trovare risposte concrete. Considerando l’importanza dei contenuti che la manifestazione propone, invitiamo tutti alla massima partecipazione.

Rifondazione Comunista

13/01/2012

POSITIVA LA BOCCIATURA DEI QUESITI “MAGGIORITARI”, ORA BISOGNA RIPRENDERE LA STRADA DEL PROPORZIONALE.

 

 

 

 

La decisione della Corte Costituzionale di considerare inammissibili i quesiti referendari sulla legge elettorale non può che essere apprezzata. Essa interpreta fedelmente il principio, più volte ribadito nella giurisprudenza costituzionale, ma che i proponenti i quesiti hanno disinvoltamente e colpevolmente disconosciuto, secondo il quale non si può, via referendum, ripristinare una legge precedentemente in vigore. Sul piano più strettamente politico, la sentenza della Corte blocca un’operazione non solo strumentale, ma estremamente pericolosa dal punto di vista democratico, tesa a riproporre il maggioritario di collegio, con l’obiettivo esplicito di indurre una torsione più accentuatamente bipolare nel sistema politico italiano.

Il Partito della Rifondazione Comunista non ha mai fatto mistero di considerare l’attuale legge elettorale, il “porcellum”, una scelta scellerata, in primo luogo per la fissazione di un arbitrario premio di maggioranza e, in secondo luogo, per  la sottrazione di ogni discrezionalità da parte degli elettori nella decisione sulle proprie rappresentanze. Non si può, tuttavia, pensare di superare l’attuale legge elettorale per reintrodurne una che non solo ha già fallito, ma che presenta gli stessi limiti e per alcuni versi anche maggiori.

L’unica via, come abbiamo ribadito più volte, è quella del ripristino di un sistema proporzionale, restituendo pienamente al Parlamento la responsabilità della formazione dei governi, e ai cittadini il potere effettivo di decisione delle rappresentanze, liberandoci finalmente dai cascami di un maggioritario che è il primo responsabile della crisi politica e morale in cui versa il paese.

 

Gianluigi Pegolo

Responsabile Dipartimento Democrazia e Istituzioni del P.R.C.

11/01/2012

Francavilla ricorda il sindaco Cesare Teofilato, l'unico sindaco di sinistra, dopo di lui lo schifo

 

Cesare Teofilato

FRANCAVILLA FONTANA – A cinquant’anni di distanza della sua morte, Francavilla Fontana ricorda Cesare Teofilato. La Presidenza del Consiglio comunale e l’Amministrazione comunale, intendono ricordare l’evento con iniziative celebrative e commemorative.

Dopo l’apposizione di una epigrafe commemorativa che è stata collocata all’interno della sala consiliare del Palazzo di Città il 28 dicembre scorso, sarà inaugurata domani 11 gennaio alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale “G. Calò” in piazza Dante, la mostra bibliografica-documentaria e relazioni di studio su Cesare Teofilato.

L’iniziativa è la seconda, in ordine di tempo, della lunga serie di manifestazioni in ricordo dell’intellettuale socialista che nacque a Francavilla Fontana il 28 gennaio 1881. Insegnante alla soglia dell’anarchia negli anni del regime fascista, fu arrestato e condannato perché contestò duramente la Riforma Gentile che imponeva al personale docente l’obbligo della iscrizione al Partito Nazionale Fascista, non abbandonò mai le idee del socialismo. A seguito della caduta del Fascismo, tornò a Francavilla Fontana, all’insegnamento e alla politica e, per un breve periodo, dal dicembre 1944 al luglio 1946 fu sindaco della città. Uomo libero da qualsiasi forma di settarismo tanto che gli costò la carica di primo cittadino della città di Francavilla Fontana.

Sempre domani, all’interno della Biblioteca comunale, si terrà una conferenza inaugurale con gli interventi del prof. Fabio Ciracì, del prof. Antonio Corrado (presidente della Società di Storia della Patria di Oria), del prof. Luigi Marseglia e del docente di paletnologia presso l’università “Aldo Moro” di Bari il prof. Donato Coppola.

L’evento si ripeterà il 18 gennaio, giorno di chiusura della mostra con la partecipazione di altrettanti studiosi riconosciuti a livello nazionale come la prof.ssa Cosima Nassisi, il prof. Gino Pisanò e il prof. Domenico Fazio.

Le manifestazioni nascono dall’idea del comitato creato dal presidente del Consiglio comunale Francesco D’Alema che raccoglie tra i suoi componenti i nomi degli intellettuali e uomini più illustri della città. Alla serie di eventi si affianca il concorso riservato alle scuole elementari, medie e superiori della provincia, che ha lo scopo di avvicinare gli studenti “alla conoscenza di un intellettuale francavillese impegnato nella battaglia per la libertà e per la democrazia, che ha pagato di persona durante il regime fascista”.

http://www.pugliapress.org/2012/01/10/francavilla-ricorda...

http://www.anpibrindisi.it/scheda-anagrafica/indice-della...

07/01/2012

tarantelle per campà

"Ovunque esiste una classe dominante,dagli interessi di questa classe e dei suoi sentimenti classisti ha origine gran parte della morale pubblica."
                                                               John Stuart Mill
La crisi economica che oggi tutti noi stiamo pagando è l'ennesima crisi del sistema capitalistico. Un sistema che ormai tutto il mondo ha riconosciuto come il più giusto,il più adatto alle nostre esigenze.
Accettiamo di buon grado di lavorare per il padrone,portiamo a casa il "pane" e ce ne stiamo buoni buoni nelle nostre case.E,seduti sulle nostre comode poltrone, ci godiamo lo spettacolo di un mondo che se ne va a puttane.
Un mondo nel quale c'è chi può comprare tutto e chi nemmeno un pezzo di pane,un mondo nel quale c'è chi ha dieci case e chi muore assiderato per il freddo davanti a una stazione.
Eppure,nonostante tutte queste ingiustizie, noi siamo felici perchè possiamo comprare,ci piace lavorare perchè abbiamo bisogno di spendere ,è una cosa che ci da soddisfazioni indescrivibili.
La morale dei padroni ci ha insegnato che senza soldi non si può essere felici,c'hanno insegnato che senza soldi non sei nessuno,non hai potere.Solo con i soldi puoi aspirare a vivere una vita tranquilla.
Sono queste le regole del gioco ,sono queste le uniche condizioni per sopravvivere su questo pianeta.
Poi ,però,a un certo punto finiscono i soldini da spendere ed entriamo in crisi.
E a questo punto,per spirito di sacrificio verso la nazione e verso i nostri cari padroni,ci rimbocchiamo le maniche per "risanare il debito".Non si sa bene perchè, però tutti i disgraziati del mondo in periodi di crisi sono chiamati a lavorare per risanare i debiti di qualcun'altro.Qualcuno per lo sforzo ci lascia la pelle,altri ancora per evitare problemi con la legge chiedono aiuto alle banche e finiscono per lavorare  tutta la vita per pagare debiti. . 
Siamo in  crisi,però quello che oggi ci manca più di ogni cosa non sono i soldi. La morale dei nostri padroni non considera la pietà per i più deboli,non ha orecchie per sentire chi sta gridando disperatamente di dolore,non ha occhi per vedere tutte le ingiustizie che avvengono ogni giorno su questo mondo.
Abbiamo creduto per troppo tempo nella morale dei potenti,nella potenza del dio denaro.
Tolti dal loro mondo d'affari e malaffari,i signori del business mondiale sono stolti.Si intendono solo d'affari.Non comprendono nè il genere umano nè il mondo.e tuttavia si erigono a arbitri della sorte di milioni di affamati e di tutta la massa umana.
La Storia un giorno gli farà una gran risata in faccia.
                                                         Nicola Modugno

01/01/2012

Comunque vada… buon 2012! Il 2011 è stato un anno horribilis, ma il 2012 potrà essere peggiore»

 

http://www.esserecomunisti.it/wp-content/uploads/buon2012-300x262.jpg

Buon anno. Si fa per per dire. «Il 2011 è stato un anno horribilis, ma il 2012 potrà essere peggiore», era il titolo di ieri di un servizio dell’agenzia Radiocor. Titolo corretto: il 2012 si annuncia non orribile, ma terribile. E non solo in Italia. Il decreto varato da Monti a Natale forse ha salvato l’Italia – come vanta il presidente del consiglio – ma non gli italiani. Forse ha salvato i possessori del debito pubblico, ma non i milioni di cittadini onesti che vivono del proprio lavoro o della propria pensione.
Ieri in serata sulla torta del sacrifici sono stare aggiunte due nuove ciliegine: un nuovo aumento delle bollette di luce, gas e riscaldamento dal primo gennaio e quello del 3,5% dele tariffe autostradali. Stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in totale gli aumenti di prezzi e tariffe costeranno – nel 2012 – 2.103 euro a famiglia, «quasi la metà di quanto una famiglia media spende per la spesa alimentare in un anno in base ai dati Istat» spiega l’organizzazione. Che aggiunge: saranno «aumenti insostenibili che determineranno pesantissime ricadute sullo stile di vita delle famiglie e sull’intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi». Ma non è finita: nel 2012 – ci hanno fanno sapere Unioncamere e Prometeia – il Pil pro capite, a prezzi correnti, in Italia sarà pari a 23.280, in discesa dai 23.414 euro di quest’anno. Considerando, però, che l’inflazione dovrebbe superare il 3% soprattutto se scatteranno a metà anno gli aumenti di 2 punti dell’Iva, questo significa che il Pil pro capite sarà significativamente più basso di quello del 2011. Insomma, saremo tutti (o quasi) più poveri e il reddito pro capite sarà inferiore di molto a quello dell’inizio del 2000.
Trovare i responsabili di questa caduta non è difficile: basta ricordare chi ha governato l’Italia dal 2001 e che provvedimenti di politica economica – decisamente classita e filo evasione – ha preso. CONTINUA|PAGINA5 Ma guardare al passato serve poco, soprattutto quando abbiamo un futuro decisamente nero di fronte a noi. E’ più interessante capire le conseguenze delle manovre «correttive» varate a raffica da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti e ora da Mario Monti.
Complessivamente si tratta per il 2012 di circa 70 miliardi di euro. Una enormità che toglierà il fiato al sistema economico. Tanto per ricordarlo, la domanda interna cadrà pesantemente, il Pil diminuirà di almeno il 2%, l’inflazione rifarà capolino, i giovani non troveranno lavoro e, tra i lavoratori «protetti», si moltiplicheranno i casi «Omsa». E la crescita della disoccupazione produrrà a catena minore domanda, minori consumi, minore crescita e il rischio – ce l’ha detto due giorni fa l’Istat – che il 25% delle famiglie finisca in povertà o in situazione di grave «deprivazione economica».
Un futuro nerissimo che sarà risparmiato solo al sistema finanziario e ai possessori di Btp. Un tempo si diceva: «Chi può, batta un colpo». Il dramma – leggete la prima pagina de l’Unità di ieri – è che ormai c’è un appiattimento totale su Monti, anche di chi di questa crisi non ha colpe, ma ha sposato – fino a che «morte non divida» – l’ideologia liberista. Tutto questo mentre Monti sembra vittima consapevole (e felice di esserlo) delle interferenze tedesche, come scrive il Wall street journal.
In ogni caso, buon anno a tutti.

Galapagos

24/12/2011

Caro Babbo Marx, io quest’anno ho deciso di scrivere a te e non a quel democristiano di Gesù Bambino o a quel panzone capitalista di Babbo Natale

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Caro Babbo Marx,

mi chiamo Nino, ho cinque anni e sono comunista. Io lo so che non esisti più, che sei uno che è morto tanti e tanti anni fa, come so che il socialismo è solo una bellissima utopia… ma io ci credo lo stesso, Babbo Marx: credo in te e nel socialismo… anche perché sennò non mi resta che credere nella Nintendo DS (la prossima versione dicono che sarà la Nintendo PD, ma io non la voglio che già so che è una versione brutta fatta per far felici i bimbi borghesi).

Caro Babbo Marx, io quest’anno ho deciso di scrivere a te e non a quel democristiano di Gesù Bambino o a quel panzone capitalista di Babbo Natale perché sono stufo di chiedere pace e serenità per tutti i bimbi che soffrono o merci prodotte a mezzo di merci scambiando le quali si realizza il plusvalore favorendo così l’accumulazione capitalistica… Io quest’anno voglio il conflitto! E non mi dire che non ci sta perché se lo sono fregati tutto i tunisini e gli egiziani nei mesi scorsi e in cambio mi puoi portare al massimo un po’ di “sana dialettica sociale”. Quella regalagliela a Luigino e a Nicolino! Io voglio che il mio papà la smette di girare per casa in pigiama come una pizza moscia… lui dice che non sa che fare, che a trent’anni un lavoro dopo che l’hai perso chi te lo da… Babbo Marx, io gliel’ho pure detto che tu alla sua età venivi arrestato e cacciato dal Belgio e andavi a Parigi per unirti alla Rivoluzione… ma lui niente… fissa un po’ il vuoto un po’ la boccetta di Valium… voglio che invece di urlare contro la mamma, vada a farlo contro quelli che lo hanno licenziato, contro quelli che il lavoro non glielo danno, contro il capitale… A proposito della mamma poi voglio che anche a lei fai tirare fuori tutto quello che si tiene dentro: i lamenti dei vecchiacci a cui pulisce il culo, quelli del padrone del laboratorio che la rimprovera se si fa vedere fuori con la tuta da lavoro… che lei e le altre sono lì a nero e allora è pericoloso (per il padrone, mica per loro)… e poi ci sono io che non sa dove lasciarmi: l’asilo costa troppo e meno male che ci sono i nonni… ma a forza di “lasciami e prendimi e vai al laboratorio e corri dal vecchio” alla fine pure lei s’è fatta la sua bella boccetta… ma quella di papà dice che non le piace, lei preferisce il Tavor. E così io, caro Babbo, passo le mie giornate coi nonni e a forza di stare con loro mi sono accorto di una cosa: ogni giorno a casa dei nonni scompare qualcosa… ieri per esempio è sparita la collana d’oro che la nonna teneva in bella mostra sul mobile della sua camera, l’altro giorno l’orologio che papà aveva regalato al nonno al suo primo stipendio, e la settimana scorsa pure il pendolo del salotto che a me mi piaceva tanto perché a mezzogiorno uscivano gli uccellini da uno sportellino e cantavano… non è che quel tipo che ogni tanto viene a casa e guarda e tocca e pesa tutto quello che vede è uno che mandi tu per prendere le cose dalla casa dei nonni e riciclarle poi come regali per altri?! Io lo so che tu sei per la socializzazione dei mezzi di produzione e perché ciascuno dia secondo le sue capacità e riceva secondo i suoi bisogni, per cui non faresti mai una cosa così… ma allora chi è quel tipo, Babbo? E perché dopo che se n’è andato la nonna piange? Allora ti chiedo un regalo anche per i nonni: che la prossima volta tirano fuori il nerbo che usavano per le mucche e glielo diano addosso! E lo danno addosso anche a quelli che lo mandano a quel tipo schifoso!

Ecco Babbo Marx: questi sono i regali che ti chiedo. Come vedi sono stato buono: non t’ho chiesto la Rivoluzione che già sapevo che mi avresti risposto tutto incazzato che tu non fai il cuoco per l’osteria dell’avvenire. No, Babbo: io voglio il conflitto qui ed ora, quello di ogni giorno, quello che non ti fa accettare di stare sempre peggio, che ti fa dire “io sono più importante”. Tu mi hai insegnato ad essere materialista, caro Babbo, e io ho capito che la vita è una e non possiamo passarla a soffrire come il democristiano e il ciccione vorrebbero. La vita è breve, e anche se questi cattivi vogliono che la mamma e il papà si vedono solo la televisione e non pensano ad altro se non all’ultimo amore del Grande Fratello, io voglio che si risvegliano, che si staccano dall’oppio moderno e scendono per le strade. Che non pensano che il vicino Mohammed sia inferiore, che la collega di lavoro della mamma rubi i bottoni, che quel vecchio cacone è solo una grande rottura. Voglio solo che si risvegliano, Babbo Marx. Voglio che fanno come nei racconti del nonno sulle lotte sue nella fabbrica e in quelli della nonna sulle manifestazioni sotto al Comune per la casa e l’asilo… Voglio quel paese lì, Babbo Marx. Come mi dice sempre l’amico mio Pierpaolo… “Torniamo indietro, col pugno chiuso e ricominciamo daccapo.”

da http://www.siderlandia.it/?p=3314

21/12/2011

Le torture ai militanti delle Brigate Rosse arrivano in Parlamento

 

di Paolo Persichetti

Approda in parlamento la storia delle torture impiegate da alcune squadre speciali del ministero dell'Interno, indicate dall'ex commissario (oggi questore) Salvatore Genova, uno degli autori delle indagini contro le Br nei primi anni '80, col nome ripreso da alcuni cult movie del cinema, "I cinque dell'ave maria" e "I vendicatori della notte", per fronteggiare i gruppi che praticavano la lotta armata come le Brigate rosse, tra la fine fine degli anni '70 e i primi anni '80.

Una interrogazione parlamentare al ministero dell'Interno e della Giustizia è stata depositata dalla deputata radicale Rita Bernardini. Il testo prende spunto dalle rivelazioni contenute nel libro di Nicola Rao, Colpo al cuore. Dai pentiti ai metodi speciali: come lo Stato uccise le Br. La storia mai raccontata, nel quale si riportano le ammissioni del funzionario dell'Ucigos (l'attuale polizia di prevenzione), conosciuto con l'eteronimo di "professor De Tormentis", che guidava la squadra di poliziotti provenienti dalla mobile napoletana addestrati a varie tecniche di tortura e violenze psico-fisiche, tra le quali il waterboarding, l'annegamento con acqua e sale. Nel libro di Rao l'ex commissario della Digos Salvatore Genova racconta in questo modo il trattamento riservato a Nazareno Mantovani, uno dei primi fermati durante le indagini per il rapimento del generale Nato Dozier: «Fu spogliato, disteso supino su un tavolo di legno e legato alle quattro estremità, con la testa e la parte superiore del tronco che uscivano fuori.

Le persone che lo circondavano erano tutte incappucciate. Urlavano, minacciavano, annunciavano cose terribili [...] uno teneva la bocca del prigioniero aperta e gli chiudeva il naso, un altro gli teneva la testa, mentre un terzo cominciò a versare in maniera sistematica, ritmica e controllata acqua e sale, attraverso una cannula inserita in gola in maniera sapiente. Mezzo litro, si fermava qualche decina di secondi per dar modo a Mantovani di non soffocare e poi ricominciava [...] Mantovani non parlò. Dopo un'ora e mezzo di trattamento il professore decise di sospenderlo. Il sospetto brigatista era già svenuto due volte e c'era il rischio che ci rimettesse la pelle». Alla fine dello spettacolo, un paio di uomini di Genova dissero al loro capo che se ne tornavano a casa. Non se la sentivano di assistere ad una cosa del genere. L'interrogazione della parlamentare del partito radicale si avvale anche dell'inchiesta pubblicata da Liberazione l'11 dicembre scorso riportandone ampi stralci, in particolare la testimonianza e soprattutto la dettagliata descrizione del curriculum professionale, culturale e politico del personaggio, di facile identificazione, che si cela dietro il lucubre soprannome ripreso dal celebre Tractatus De Tormentis, scritto da un anonimo criminalista di scuola bolognese sul finire del 1200 (la datazione tuttavia resta incerta secondo altri studiosi), ultracitato dal Manzoni nella sua Storia della colonna infame, e nel quale si inquadra la tortura all'interno di un sistema di minuziose regole procedurali funzionali a dare corpo alla «regina delle prove»: la confessione del reo.

Nel testo si chiede se il ministro di competenza «non intenda verificare l'identità e il ruolo svolto all'epoca dei fatti dal funzionario dell'Ucigos conosciuto come "professor De Tormentis"» ed ancora se non si ritenga opportuno «promuovere, anche mediante la costituzione di una specifica commissione d'inchiesta», ogni utile approfondimento «sull'esistenza, i componenti e l'operato dei due gruppi addetti alla sevizie, ai quali fanno riferimento gli ex funzionari della polizia di Stato citati nelle interviste». Rita Bernardini vuole anche sapere dal governo se intenda «adottare con urgenza misure volte all'introduzione nell'ordinamento italiano del reato di tortura e di specifiche sanzioni al riguardo, in attuazione di quanto ratificato in sede Onu» e se non vi sia l'intenzione di «assumere iniziative, anche normative, in favore di risarcimenti per le vittime di atti di tortura o violenza da parte di funzionari dello Stato, e per i loro familiari».

L'obiettivo è quello di arrivare all'adozione urgente di provvedimenti che contrastino ogni manifestazione di violenza non giustificabile sui cittadini da parte di funzionari delle Forze di polizia nell'esercizio delle loro funzioni. Un fenomeno in netta recrudescenza come dimostrano i molti casi di cronaca recenti. paolo.persichetti@liberazione.it

17/12/2011

L'ODIO

"Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono." Malcom X

L'odio.Un sentimento tipicamente umano,troppo umano.

Se leggiamo un giornale o accendiamo il televisore le parole che ricorrono più spesso sono :spread,wall street,recessione,disoccupazione,mini e maxi stangate.

La crisi per i giornali e i telegiornali è solo una crisi economica.Così riescono a convincerci che con i sacrifici di tutto il popolo italiano tutto ritornerà alla normalità e vivremo tutti felici e contenti.

E proprio come nelle fiabe,abbiamo deciso di riporre tutte le nostre speranze in un eroe dai poteri magici.Mario Monti ,spalleggiato dalla gran parte dei politici che ci hanno condotto in questo stato di miseria,sta facendo quello che un leader politico non può fare,cioè colpire con una stangata tutte le famiglie del ceto medio-basso e rimettere qualche soldo in cassa.

L'Iva passata al 23% e l'aumento delle accise sui carburanti porteranno ad un aumento dei prezzi dei beni di prima necessità stimabile intorno al 20% almeno nei prossimi tre mesi.Ovviamente,anzi giustamente,non vengono colpite alla stessa maniera le tasche di chi guadagna parecchio,e allora chi è che la paga la crisi?La pagano i precari,i disoccupati.i giovani,i pensionati,praticamente la maggior parte degli italiani.

Abbiamo dato fiducia alle promesse di Berlusconi,abbiamo creduto veramente che un giorno non avremmo più pagato le tasse ed eccoci qua a parlare di spread.

Io non credo più alle favole da un pezzo.

Quello che so è che la crisi,i loro giochetti finanziari e tutto il malaffare che ruota intorno a questi maledetti soldi,hanno svuotato le nostre coscienze,ci hanno svilito,inniettando nel nostro sangue litri e litri di odio.

L'odio ci mette l'uno contro l'altro,ci  rende violenti e incapaci di reagire a questa crisi, ci lascia inermi dinanzi alle malefatte di una classe politica che non ci può più governare.

La crisi la pagano Samb e Diop,i due ragazzi che qualche giorno fa sono stati ammazzati a Firenze per i colore della pelle.La crisi la paga chi non ha "quella sicurezza economica",che ci insegnano a rincorrere sin da quando siamo bambini,convincendoci del fatto che "al giorno d'oggi chi non i soldi,chi non ha potere,non è niente".

Eppure, qualcuno prima credeva nel paradiso in terra,qualcuno lottava per i più deboli a testa alta,contro chi oggi comanda indisturbato il nostro pianeta. Ci siamo venduti per un piatto di lenticchie e adesso siamo incazzati perchè abbiamo fame.

Se credete ancora nelle favole a lieto fine,svegliatevi ,altrimenti sarà troppo tardi e a quel punto potremo solo odiarci.

                                                                                                                                        NIcola Modugno

 

16/12/2011

PIU’ LIBRI…PIU’ LIBERI BOOK-CROSSING

 

 

Il Partito della Rifondazione Comunista lancia una iniziativa che intende promuovere la lettura favorendo la libera circolazione dei libri e del sapere, tenendo conto dell’impatto che la crisi economica ha avuto sulle tasche dei cittadini italiani, anche dei più giovani, privandoli così della possibilità di ampliare la propria conoscenza.

Da qui l’idea del BOOK-CROSSING: ognuno avrà la possibilità di scegliere tra i libri messi a disposizione dalla sezione del PRC e di chiunque abbia voglia di condividere con noi questa iniziativa, con la quale si vuole promuovere lo scambio di opinioni, sapere e idee.

Vi aspettiamo presso la sede di Rifondazione Comunista in corso Umberto I per scegliere il vostro nuovo libro in cambio di uno da voi già letto ogni mercoledì e venerdì dalle 19.00 alle 20.00.

Antonio Modugno gc

14/12/2011

ORA, in questi giorni, abbiamo la possibilità di esercitare egemonia. Domani, chissà...

Il momento è ORA

 
Ho ricevuto, qualche giorno fa, questo messaggio via facebook:
 
"La manovra Monti grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.
 
E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura. 

Si portano tutti al contributivo diminuendo pensioni già basse e si blocca la rivalutazione delle pensioni al costo della vita per pensioni da anni non più agganciate all’aumento delle retribuzioni.Per giustificare questi interventi, si è preparato il terreno raccontando molte falsità.E’ falso che l’Italia spenda per le pensioni più del resto d’Europa ed il bilancio dell’Inps è in attivo ormai da anni. E’ vero invece che il sistema previdenziale è iniquo, perché i fondi dei lavoratori dipendenti, dei parasubordinati e quelli per la cassa integrazione, con i loro attivi coprono i passivi degli altri fondi a partire da quelli dei dirigenti, su cui non c’è nessun intervento. Così accade che ci siano pensioni da, 90.246 euro al mese, che prendono dall’INPS ogni 48 ore quanto un pensionato al minimo prende in un anno!
Intervenire ancora per fare cassa sulle pensioni dei lavoratori è intollerabile. Così come è inaccettabile l’attacco continuo sui lavoratori pubblici. Tagliare ancora, invece di preoccuparsi di assicurare oggi un reddito sociale e domani una pensione decente per i lavoratori precari e i giovani, altrimenti condannati alla miseria, è scandaloso.E’ inaccettabile tagliare ancora su Regioni ed Enti Locali. Si tagliano altri 5 miliardi da subito, 6,5 dal 2012. Sono tagli ai servizi sociali, agli asili nido, alla non autosufficienza, alle politiche abitative e del lavoro. E’ messa in discussione sempre di più la sanità pubblica, già colpita da tagli per 13 miliardi al 2014. Inoltre nulla si prevede per scuola e università, anzi si proclama la continuità con la controriforma Gelmini.E’ iniquo l’intervento sulla casa. La rivalutazione degli estimi catastali, unito alla reintroduzione dell’ICI sulla prima casa colpirà pesantemente le famiglie italiane. Si colpisce nel mucchio senza tutelare i lavoratori e le fasce più deboli. Senza contare che non è prevista alcuna estensione del pagamento dell’ICI sugli immobili ecclesiastici utilizzati a fini di lucro.
Così come è inaccettabile l’ulteriore aumento dei carburanti.Per uscire dalla crisi era possibile e necessario fare altre scelte, in primo luogo la patrimoniale e una tassa adeguata sui capitali scudati. Con una patrimoniale progressiva a partire dall’1% sopra il milione di euro si potevano e possono reperire 20 miliardi di risorse colpendo solo il 5% della popolazione più ricca. Con una tassa sui capitali scudati del 15% e non dell’1,5% si potevano e possono reperire 15 miliardi, colpendo i grandi evasori e le loro attività illecite.
E’ inaccettabile che non siano previsti tagli alle spese militari e che non venga bloccato l’assurdo acquisto di cacciabombardieri e che non si ponga fine alle deleterie missioni di guerra all’estero. Così come è inaccettabile che non sia prevista la messa all’asta le frequenze televisive che da sole potrebbero determinare alcuni miliardi di introiti.
Vi è un vivo allarme e netta contrarietà rispetto ai contenuti del nuovo patto europeo deciso a Bruxelles nei giorni scorsi. Esso prevede un ulteriore restrizione delle politiche di bilancio - che si sono rivelate socialmente inique ed economicamente recessive – ed un ulteriore riduzione della democrazia, togliendo ai parlamenti ed attribuendo alle tecnocrazie europee decisioni che riguardano l’avvenire dei popoli del continente. Analogamente si esprime contrarietà riguardo l’introduzione in Costituzione del vincolo di pareggio di bilancio. Si chiede che queste decisione siano sottoposte al voto degli italiani con un referendum secondo le procedure previste dalla Costituzione. Questo è tanto più necessario in quanto agli italiani è stato sottratto il diritto di decidere in libere elezioni quale governo e quali indirizzi politici dare al paese dopo il fallimento delle destre e la crisi del governo Berlusconi."
 
Sembra il testo di un documento di Rifondazione comunista: le proposte sono più o meno le stesse. Ma è proprio questo il dato di grande interesse. Chi ha scritto queste righe non è mai stato né iscritto né elettore di Rifondazione comunista. E' una persona di sinistra che ha svolto un periodo di attività politica ai tempi del PDS. Eppure la sintonia con le nostre proposte è evidente.
Altro episodio: il giorno delle dimissioni di Berlusconi mi trovavo assieme ad una persona, funzionario pubblico, da poco iscritto al PD. Discutevamo sul fatto se il nuovo governo avrebbe messo in campo scelte più eque e più "di sinistra" rispetto a quelle di Berlusconi  Io sostenevo di no, questa persona mi diceva che non dovevo dimenticare che nella nuova maggioranza ci sarebbe stato anche il PD, che quindi Monti sarebbe stato costretto, magari suo malgrado, ad evitare il massacro sociale. Quindi ci sarebbe stata la patrimoniale, non si sarebbe incrudelito sulle classi più deboli eccetera. Ci siamo rivisti un paio di giorni fa. "A Bersani do tempo un mese" mi ha detto "poi gli rispedisco la tessera!".
Credo che questi due episodi mostrino un paio di cose: prima di tutto la sintonia attuale fra le nostre proposte (giuste) e il sentire comune del popolo di sinistra. Non mi ricordo che una sintonia del genere ci sia mai stata nei venti anni di Rifondazione comunista. Anche la proposta (giusta) delle 35 ore a parità di salario incontrò fortissime perplessità, a quei tempi. Eppure le percentuali elettorali erano molto maggiori di quelle di oggi. Oggi invece le nostre proposte, quando abbiamo la possibilità di manifestarle, ottengono consenso. In un momento in cui SEL e PD scontano la difficoltà della fase. Non a caso Ferrero in questi giorni è spesso in televisione, mai come adesso è capitato. Forse perché è l'unica voce critica da sinistra (l'IDV parla parla, ma ha votato la fiducia a questo governo!), forse perché non si vuole che SEL cresca ulteriormente nei sondaggi e che quindi possa creare qualche problema, forse perché il PD ci "usa" per fare quell'opposizione che vorrebbe fare lui ma "non può". Non dico che non sia importante sapere il perché di questo rinnovato interesse mediatico per noi, ma, mentre cerchiamo di spiegarcelo, approfittiamone. Non è detto che questa ritrovata sintonia con il sentire comune del "popolo di sinistra" e questa visibilità mediatica del nostro segretario si traducano automaticamente in una crescita in termini di consenso. Ma è certo che dobbiamo provare ad approfittarne.
E prestare attenzione a non autoisolarsi nel nostro aver ragione. Lunedì mattina, in occasione della manifestazione per lo sciopero generale, alcuni compagni mi dicevano "con il PD che sostiene questo governo non ci dobbiamo neppure parlare, nei comuni dove si va al voto andiamo da soli!" e, indicando i -pochi- militanti del PD che portavano le loro bandiere, ironizzavano sul loro essere in piazza mentre in Parlamento i loro eletti votano la manovra-massacro sociale di Monti. Credo non ci sarebbe atteggiamento più sbagliato, oggi come oggi. Isolarsi, rifiutare il confronto è sempre sbagliato. Ancora più sbagliato lo è quando le nostre posizioni sono potenzialmente egemoni. Altro piccolo aneddoto, questa volta di qualche anno fa. Anno 1999, l'Italia è impegnata nella guerra contro la Jugoslavia; il presidente del consiglio si chiama Massimo D'Alema. Per le via della mia città c'è una manifestazione contro la guerra. In disparte, nel corteo, due ragazze e due ragazzi con la bandiera dei DS. Un compagno dei Giovani comunisti, arrabbiato per quella che considerava una intollerabile ipocrisia (partecipare ad una manifestazione pacifista mentre il capo del loro partito sta bombardando Belgrado), si mette dietro di loro e comincia a scandire "D'Alema boia, D'Alema boia". I quattro, si guardano un po' attorno, si dicono qualcosa, quindi lasciano il corteo. Cosa ha fatto 12 anni fa quel compagno dei Giovani comunisti? Ha fatto egemonia o, pur in piena buona fede, ha ricompattato una piccola crepa che si stava verificando nei DS? Credo che avremmo dovuto apprezzare il coraggio di quei quattro giovani diessini che, non essendo d'accordo con le scelte del loro governo, manifestavano per la pace. Era come se ci dicessero: "Avete ragione voi, D'Alema sbaglia. Ma non tutti, nei DS, la pensano come lui su questa cosa". Avremmo dovuto parlare con loro, incoraggiarli a sostenere quella posizione nel loro partito. Invece no, sono stati di fatto "cacciati" dal corteo e abbiamo tolto loro, se non la voce, almeno la voglia di parlare del loro dissenso.
Oggi la situazione può essere favorevole per la crescita del nostro partito. Qualche settimana fa scrivevo che si deve affermare che a Monti è possibile una alternativa, anche se tutti dicono di no. Oggi in molti cercano quella alternativa. Non sono con noi ma domani potrebbero esserlo. Perché le nostre idee su come uscire dalla crisi sono non solo apprezzate ma sono quasi "senso comune" di larga parte della sinistra, forse così come non lo sono mai state. Aggiungiamo a questo senso comune, alla ritrovata visibilità del nostro segretario nazionale (che si sembra tanta perché veniamo da tre anni di "buio", ma tanta non lo è) il nostro lavoro politico nelle piazze, su internet, nelle Case del Popolo, nei luoghi di lavoro. E non cacciamo, non attacchiamo, chi "non è dei nostri" ma, nei fatti, ci da ragione. Perché ORA, in questi giorni, abbiamo la possibilità di esercitare egemonia. Domani, chissà...

12/12/2011

12 dicembre 1969 Piazza Fontana Milano: 16 morti e 88 feriti PER LO STATO NESSUN COLPEVOLE

10/12/2011

BASTA !!!!!

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06/12/2011

Effetto Monti

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Una scossa che mi blocca le parole in gola e le lacrime agli occhi...anche questo è la Rifondazione Comunista

 

 

Si conclude l'ottavo congresso della Rifondazione comunista.

Ferrero chiude i lavori. Scrosci interminabili di applausi...poi...un migliaio di voci si uniscono in coro....credendo comunemente ad una FUTURA UMANITA'....

Un migliaio di pugni si innalzano al cielo...pugni che per molti, in molti casi,in tragici casi, si trasformano in una carezza per l'animo.

Una scossa elettrica mi scorre lungo tutta la schiena, inchiodandomi a quello scalino, bloccandomi le gambe, le braccia, le mani...una scossa che mi blocca le parole in gola e le lacrime agli occhi....

La testa comincia a girare vertiginosamente e tutto si accelera ad una velocità pazzesca e si insinuano nelle mie orecchie le voci di tutti quei compagni e di tutte quelle compagne che hanno portato fin qui la loro testimonianza.

Sequenze interminabili passano per la mia mente arrivando dritte al cuore.

Resoconto di lotta che partono proprio dalla posizione in cui noi ci collochiamo: IN BASSO A SINISTRA.

Dai compagni cileni a quelli palestinesi, dai compagni curdi a quelli di occupy Wall Street, dai compagni tedeschi a quelli spagnoli, da quelli della Val di Susa a quelli che con le gambe immerse nel fango aiutavano a ripulire una Genova piegata dalle piogge. Dai compagni dell'Irpinia a quelli dell'ilva di Taranto, dai compagni di Pomigliano, di Mirafiori;

a tutti quei compagni che nel periodo del grande esodo dall'Africa hanno portato anche solo una parola di conforto a chi in Italia arrivò sconfortato.

La carrellata di sequenze mi investe dalla testa ai piedi e ripercorro le tappe di tutti quei compagni e quelle compagne, uniti da un filo interminabile, lungo tanto quanto l'idea della vita, un filo che porta e grida il nome della RESISTENZA. Tutto poi in modo cosi' logico, così razionale, cosi' sensato.

Non è un'analisi politica questa, ma, solo la constatazione che tutti i nostri sforzi non sono stati e non sono vani e un invito a continuare a lavorare cosi' come abbiamo sempre fatto, sforzandoci ora più di prima.

Un invito a continuare a toccare quella corda vibrante della coscienza;

un invito, a continuare a toccare la corda vibrante della coscienza di questa giovane comunista.

AL LAVORO E ALLA LOTTA

Luciana Carrozzo

05/12/2011

SOLA ANDATA

 

 

Ancora una volta, le nostre coste, meta ormai prediletta di tanti turisti, divengono, per chi cerca un futuro migliore, per chi insegue una speranza, scenario di una terribile morte. Tre persone morte, quarantatre superstiti e una trentina di dispersi, questo è il bilancio del naufragio di una barca a vela di 11 metri sulla costa brindisina di Carovigno.

I naufraghi sono tutti molto giovani, molti dei quali minorenni, costretti dalla ricerca di una migliore sorte, a cedere ai soprusi di scellerati scafisti che, dalle dichiarazioni dei superstiti, minacciavano con coltelli gli “ospiti” dell’imbarcazione.

Sulle nostre coste, divenute roulette russa per migliaia di immigrati, ogni giorno si susseguono gli arrivi di giovani e noi siamo sempre stati in prima linea nell’ accogliergli.

Questa volta non abbiamo avuto la possibilità di aiutarne tre, perché per noi tre persone morte non è solo un numero da registrare sui verbali della Questura alla voce: deceduti; per noi tre, significa tre vite in meno, tre famiglie senza un padre, tre uomini che credono ancora in un altro mondo possibile, tre uomini che credono ancora nei propri diritti.

Noi crediamo che questa gente debba essere libera di poter sperare di avere di più, condannati dal solo fatto di esser nati in uno spigolo di mondo dove si accalcano continuamente povertà e fame, negazione dei diritti e mancanza di libertà, noi crediamo di essere tutti cittadini del mondo e lotteremo perché questo divenga possibile…quindi che sia biglietto di sola andata, ma non per il triste sentiero della morte.

 

I migranti non vengono in Italia soltanto per fare il lavoro che gli italiani non vogliono più fare. Ma vengono a difendere i diritti che gli italiani non vogliono più difendere [saviano]

MODUGNO ANTONIO GC