15/11/2009

Loro le ronde. Noi il pane!

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Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Francavilla Fontana, forte del successo registrato dalle prime uscite dei Gruppi di Acquisto Popolare e conscio dello stato emergenziale in cui versa un sempre più grande numero di famiglie francavillesi strangolate dai tentacoli di una crisi ancora lontana dal morire, ripropone i GAP, iniziativa sociale di sostegno alle famiglie contro il caro-prezzi e il calo del potere d’acquisto di salari e pensioni.

Dal prossimo venerdì, pertanto, la locale sezione del PRC riattiverà questa iniziativa che tanto clamore ha suscitato nella sua prima esperienza. Nuovi prodotti faranno ingresso all’interno del paniere e ancora una volta ci si impegnerà a fornire alla gente alimenti di primaria necessità a prezzi calmierati. E’ infatti risaputo che, eliminando la filiera distributiva e arrivando direttamente al produttore, gran parte dei costi al consumo è abbattuta. Da quest’anno ci sarà inoltre una grossa novità: sarà avviato un contatto diretto con la C.A.F. (Cooperativa Agricola Francavillese), che fornirà olio e vino locali, prodotti del nostro territorio che proprio attraverso l’esperienza del GAP potranno trovare adeguata valorizzazione. Un buon modo , dunque, per mettere al centro dell’attenzione, oltre che il risparmio e la solidarietà, anche il nostro territorio e i suoi prodotti sempre più esclusi e ignorati dalla normale catena commerciale.

In un periodo come questo in cui sono in tanti a vantare le proprie iniziative fintamente “sociali” (il cui livello mediatico è inversamente proporzionale a quello di utilità) il PRC esce allo scoperto con un’azione di lotta di provata riuscita e innegabile valore. E lo fa proprio mentre, terminato ormai  il clamore post-elettorale, in Consiglio Comunale le esigue presenze (anche tra i banchi dell’opposizione) non possono far altro che limitare il proprio lavoro all’abitudinaria amministrazione, dimenticando nei fatti le mille promesse e i mille nodi sollevati in campagna elettorale e fregandosene di emergenze lavorative, di lavoratori in cassintegrazione, di opere pubbliche mai terminate e… chi più ne ha più si disperi.

 

La Segreteria PRC - GC

Emanuele Modugno

Raffaele Emiliano

 

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Commenti

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Scritto da : brundisium | 16/11/2009

Il riassunto delle puntate precedenti è diventato inutile: Gianfranco Fini critica Silvio Berlusconi, come una settimana fa, come un mese fa, come tre mesi fa

Frida Nacinovich
Il riassunto delle puntate precedenti è diventato inutile: Gianfranco Fini critica Silvio Berlusconi, come una settimana fa, come un mese fa, come tre mesi fa. L'ultimo pomo della discordia lanciato sul tavolo della maggioranza riguarda le regole della politica. La dea Eris - quella greca della discordia - non si è dovuta impegnare troppo per alimentare le divergenze politiche fra il presidente della Camera e quello del Consiglio. Non si discute di bellezza ma di potere: Berlusconi è il più amato dagli italiani (il 35% di cittadini-elettori ha barrato il simbolo con il nome del Cavaliere presidente anche alle ultime europee, mentre infuriavano le polemiche sulle frequentazioni femminili del premier), però Fini riscuote molti apprezzamenti sia nel Pdl che fra gli avversari politici. In altre parole, facendo fantapolitica, avrebbe più possibilità Fini di diventare presidente della Repubblica di quanta ne ha e ne avrà mai Berlusconi. A meno di non violentare ulteriormente la Costituzione del 1948 e passare all'elezione diretta del capo dello Stato. Tornando al presente, c'è da osservare come i richiami di Fini non siano così peregrini. Perché tutti nel mondo politico (Giorgio Napolitano in testa) segnalano che le riforme - in specie quelle della giustizia - non si fanno da soli.
Fini e Berlusconi, i cofondatori del Pdl, conquistano giorno dopo giorno dopo giorno le copertine di tutti i media. Il primo infatti, forte del suo ruolo istituzionale, prende ormai sistematicamente le distanze da tutte le iniziative del Cavaliere che riguardano il peculiare settore della giustizia. Un terreno che per l'attuale inquilino di palazzo Chigi è minato. Nella sua veste di terza carica dello Stato, Fini non deve nemmeno arrovellarsi troppo per segnalare di volta in volta le storture, le forzature, le anomalie delle iniziative che gli avversari politici di Berlusconi chiamano "leggi ad personam" (con più di qualche ragione). Al tempo stesso, Silvio Berlusconi diffonde urbi et orbi, su ogni mezzo di comunicazione di massa, la sua indignazione. Tu quoque, Fini... Berlusconi ha i suoi fedeli alleati. Ma li ha anche Gianfranco Fini. Uno di questi è Italo Bocchino. Sostiene Bocchino: «I falchi berlusconiani devono finirla di parlare di complotto interno al Pdl contro Berlusconi. Il presidente del Consiglio deve guardarsi da quei suoi consiglieri che da anni lo hanno portato in un vicolo cieco, spingendolo verso soluzioni inutili, fallimentari. Basta con le "ghedinate" da prendere o lasciare». Ghedinate? Apriti cielo delle libertà. Il gioco si fa duro, interviene Sandro Bondi. L'ex voce del padrone, oggi ministro della Cultura berlusconiana, rintuzza l'audace Bocchino: «Trovo quanto meno indelicato, nonché inaccettabile il neologismo coniato dal vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, che chiama in causa una persona di rare qualità morali e professionali, a cui tutti dovremmo essere grati per l'impegno che svolge». Scorrendo il registro degli onorevoli di Montecitorio e palazzo Madama, il cognome Bocchino arriva naturalmente dopo il cognome Bersani. Poco importa al neo segretario del Pd, che a ventriquattr'ore di distanza dalle dichiarazioni di Bocchino, interviene per dire: «Il governo ritiri le norme sul processo breve. Siamo disponibili a discutere di giustizia, ma basta parlare dei problemi del premier». Insomma Fini trova sponda nel Pd e naturalmente ha i suoi sostenitori - se pur in minoranza - nel Pdl.
Eccolo il presidente della Camera: «La maggioranza non può fare le regole a proprio piacimento». Fini interviene - ancora e ancora - sul tema delle riforme ed invita la coalizione di governo a cercare il dialogo con l'opposizione. «Riscrivere le regole - spiega l'ex leader dell'An che fu - deve necessariamente comportare l'impegno per una riscrittura che sia quanto più possibile condivisa perché le regole riguardano tutti, perché le istituzioni della Repubblica sono le istituzioni di ogni italiano». Infatti, secondo Fini, «sarebbe certamente un momento difficile per il nostro Paese quello in cui dovesse affermarsi il principio che in una democrazia dell'alternanza ogni maggioranza modifica a proprio piacimento quelle che sono le regole del vivere civile, le regole che devono impegnare tutti gli italiani». Più istituzionale di così...
I guai sono come le ciliegie, uno tira l'altro. Si sta per riaprire alla Camera la battaglia sul testamento biologico, per capirsi quella che somiglia molto ad una crociata. Il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto ieri. Quelli elaborati e presentati dal Pd sono più di cento. Quello che però promette di alzare la pressione è l'emendamento - interamente sostitutivo del ddl Calabrò - presentato da Benedetto Della Vedova del Pdl e sottoscritto da diversi parlamentari, molti dei quali vicini alle posizioni espresse da Fini. Il presidente della Camera aveva chiesto una formulazione «meno dogmatica» di quella votata dal Senato. Un'impostazione che potrebbe piacere anche al Pd.

Scritto da : Frida Nacinovich | 18/11/2009

C'è un clima greve che monta, alimentato da un governo - e, in specie, da un partito dentro quel governo - che sul razzismo costruisce la sua fortuna politica.




A ccade quotidianamente, sotto i nostri occhi, si insinua nei luoghi delle nostre consuetudini, nella vita e nel lavoro. E' un senso comune sempre piu' diffuso, strisciante, condiviso da molti senza storia nè memoria, subito con assuefatta rassegnazione da chi pensa non sia possibile contrastarne l'avanzata, o sottovalutato da quanti ancora ne trascurano la devastante portata. E' il razzismo, come sentimento e come concreta pratica segregazionista. Gli sconvolgenti fatti di Brescia a cui abbiamo dedicato copertina e primo piano di ieri non documentano semplicemente l'aberrazione morale di un sindaco, quasi fosse un caso isolato da cui prendere le distanze. C'è un clima greve che monta, alimentato da un governo - e, in specie, da un partito dentro quel governo - che sul razzismo costruisce la sua fortuna politica. Che persegue sistematicamente l'apartheid, attraverso ogni atto amministrativo disponibile: dai respingimenti alla negazione del diritto di asilo, dalle violenze nei Cie all'introduzione del reato di immigrazione clandestina, dallo smantellamento - manu militari - dei campi rom allo stillicidio di atti persecutori che rendono la vita del migrante un quotidiano calvario, sino alla materializzazione di un quadro normativo che configura ormai un regime di diritti discriminatorio e duale.
Dichiarare la prossimita' di questo stato di cose alle leggi razziali del '38 era apparso a taluni un'iperbole polemica, un eccesso propagandistico. Invece siamo proprio li'. Si rifletta sulle parole del sindaco di Coccaglio, che intende festeggiare con il pogrom dei migranti il suo paradossale Bianco Natale cristiano: Qui da noi non c'è criminalita' - dice - Vogliamo solo fare pulizia, perchè il Natale non è la festa dell'accoglienza ma quella della nostra tradizione e della nostra identita'. Pulizia e basta. Dice cosi', quel "primo cittadino", incurante dell'enormita' delle sue affermazioni, peraltro rivendicate e rilanciate in un battibaleno da altri sindaci di amministrazioni a trazione leghista. Pulizia. Come avveniva nel sud degli Stati Uniti negli anni '30 del secolo scorso, dove i linciaggi non avevano neppure bisogno di un movente, ma venivano giustificati affinchè i negri non diventassero troppo spavaldi.

Cio' che ne viene è dunque un'istigazione alla violenza e una copertura, neppure velata, agli atti di aggressione contro i migranti che la Lega, quando ancora si chiamava "lombarda", definiva, nel suo originario statuto, l'infezione che viene a corrompere la purezza della nostra razza. Ecco il punto su cui merita riflettere.

Scritto da : Dino | 20/11/2009

Еще бы на эту тему что нить написали - зайду обязательно еще раз - интересно.

Scritto da : СпирометР | 20/11/2009

Интересно, я даже и недумала об этом…

Scritto da : Танни-бу | 20/11/2009

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